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Qualche tempo fa Aldo Grasso sul Corriere lodava la conduttrice Ilaria D'Amico con l'articolo "Il coraggio di Ilaria seduttrice politica" regalandole alla fine un prezioso consiglio "...Ilaria dovrebbe inoltre fare molti esercizi per migliorare il timbro di voce, che non è dei migliori..."

Infatti il modo di pronunciare una frase ne può cambiare il senso.

Calzavara e Celli ("Il lavoro del telespettatore") fanno notare “quanta parte abbia, sulla base dei qualificatori verbali (toni di voce), il paralinguaggio della comunicazione spettacolo.

Sono noti gli effetti connotativi che lo stesso testo verbale produce a seconda che sia scandito con studiata lentezza, pronunciato velocemente con indifferenza, borbottato confusamente o declamato con voce stentorea.”

Fra i codici della voce abbiamo quelli timbrici

Il timbro della voce dipende dalla parte del corpo che fa da cassa armonica, cioè che amplifica il suono.
Esistono una serie di timbri (testa, naso, gola, diaframma, petto e laringe) e grazie ad essi si possono esprimere stati d’animo o modi di essere.

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Basta un timbro a provocare un’emozione nel pubblico, a caratterizzare in modo grottesco o patetico un personaggio.

La comunicazione è reale e verosimile se vi sono la giusta espressività della voce e la modulazione naturale dei suoi timbri.

L’uso continuo ed involontario di un unico timbro si considera un difetto e rende la modulazione della voce monocorde e noiosa.

Il timbro di testa è caratteristico delle discussioni concitate. Serve a dare una sensazione di agitazione, subbuglio, tensione.

Il timbro di naso viene percepito come quello di un individuo gretto o ridicolo. Può essere efficace per produrre effetti comici.

Il timbro di petto vibra con maggior potenza nell'ambiente  Viene percepito con connotazioni di potere e evoca sicurezza e padronanza di sé.

Il timbro di laringe produce suoni graffianti, simili a ruggiti. Viene percepito come aggressivo, invasivo, agguerrito, arrogante, pericoloso.

Il timbro di diaframma è il più gradevole da ascoltare, non è invadente, ma rilassante. Viene percepito con connotazioni di sincerità, lealtà, coraggio, eroismo, affettività calma e virile.

Il timbro della voce può influire molto nella comunicazione verbale, producendo effetti formidabili nel nostro uditorio e permettendoci, se sapientemente usato, di raggiungere più facilmente i nostri fini comunicativi.

Tratto da "Logosemiotica e fonosemiotica - comunicare in modo polisemantico con parole e sonoro in Video, Stampa e Radio".


Cosa c'è di meglio che comprare ciò che si desidera e contemporaneamente partecipare, con il proprio acquisto, a una iniziativa a favore dell'arte, della cultura e della storia?

ARS EUROPA sta organizzando il suo prossimo progetto culturale in realtà virtuale, Progetto Hercules, in partnership con la NVIDIA, la più famosa casa produttrice di schede video per il 3D e per la Virtual reality, con il quale darà la possibilità di rivivere i grandi avvenimenti del passato.

Volete partecipare a questa iniziativa? Ars Europa ha stipulato una serie di convenzioni con brand come Hoepli, Telecom adsl, Cisalfa, Tom Tom, De Longhi, Ray Ban, Disneyland Paris e centinaia d'altre aziende sul portale Let's donation.



Fate shopping e diventate mecenati di arte, storia e cultura europea in Virtual Reality.

Potete anche decidere di non acquistare ma semplicemente dare il vostro piccolo o grande contributo a questa innovativa iniziativa di comunicazione tecnologica culturale.

Se siete privati cittadini, avrete il vostro nome nell'opera, insieme ai ringraziamenti e potrete ricevere il video in realtà virtuale dedicato alla Milano imperiale.

Se siete titolari, la vostra azienda avrebbe visibilità in tutta la comunicazione ufficiale dell'evento e sarebbe accostata a una iniziativa culturale all'avanguardia, insieme a grandi nomi dell'industria 4.0



Il progetto Hercules inizierà con “ Ambrogio Immortale”, che sarà presentato a Milano il 7 dicembre 2017, nell'evento organizzato in occasione del 1620esimo anniversario dalla morte del grande vescovo, che tanto si adoperò per la bellezza di Milano e per il bene dei milanesi, tanto da diventare patrono della città.

In Virtual Reality verranno, quindi, ricostruite delle aree della Milano romana dell’epoca imperiale, degli edifici dell’epoca di Sant’Ambrogio non più esistenti, per poi proseguire con altri antichi capolavori.

Cosa aspettate a entrare nella Storia?

http://www.letsdonation.com/cause/progetti/progetto-no-profit/931:progetto-hercules

Il 6 agosto 1945, la bomba atomica lanciata su Hiroshima uccise suo padre, il suo fratellino e la sorella maggiore. La madre morì nel 1966 per le conseguenze della radiazione nucleare.

Keiji Nakazawa stesso da allora portò nella sua carne le sofferenze di quel terribile giorno, fino alla recente scomparsa.

Nel 1972 la più diffusa rivista di manga giapponese, Shûkan Shônen Jump, pubblicò Ore ha mita (Io l'ho visto), un racconto autobiografico di 45 pagine.

In seguito il redattore capo Tadasu Nagano lo incoraggiò a creare una serie più lunga basata sui suoi ricordi.

Lo stesso anno vennero pubblicate le prime puntate settimanali della sua opera principale Hadashi no Gen (Barefoot Gen), uscita poi come edizione tascabile in quattro volumi nel 1975.

Ars Europa presenta Barefoot Gen nella playlist di Ars Europa.

Ecco il video integrale:



Non esiste una storia interessante e coinvolgente senza la presenza, nella narrazione di un ostacolo, che può essere sia superabile che insuperabile.

Su questo concetto è basato il principio del modello attanziale.

Love Story è un film drammatico del 1970 diretto da Arthur Hiller.


La storia drammatica racconta di un amore spezzato dalla sventura.

Il giovane Oliver Barrett, ricco studente di Harvard si innamora di una semplice italoamericana Jennifer Cavalleri, studentessa di musica.

I due contravvenendo alle condizioni imposte dal padre di Oliver  decidono comunque di sposarsi e vanno a  vivere insieme in severe ristrettezze economiche.



Quando finalmente Oliver viene assunto da un prestigioso studio legale di New York, la coppia decide di mettere su famiglia ma non riescono ad avere figli. Dopo accertamenti clinici si scopre che Jenny è affetta da una forma di leucemia e che le resta poco da vivere. Il film termina con la morte della ragazza.

Il soggetto sono Oliver e Jennifer
l'oggetto è vivere insieme una lunghissima storia d'amore
l'aiutante è il sentimento profondo e la volontà di stare assieme
l'opponente è prima il padre di Oliver e poi la leucemia e la morte della ragazza
il destinante è lo sceneggiatore del film, Erich Segal,insieme al regista  Arthur Hiller.
il destinatario il pubblico di spettatori



Abbiamo anche un quadrato semiotico, nella narrazione, legato sul binomio di opposti vita/morte:

Vivi sono i due ragazzi che si amano
morta è Jennifer alla fine della vicenda
non vivo è Oliver dopo la perdita del suo amore
non morto è il padre di Oliver, chiuso alle emozioni e quindi virtualmente morto, con la sua aridità d'animo.


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Se i due ragazzi dopo essersi sposati avessero avuto bambini e fossero vissuti felici per sempre non ci sarebbe stata una storia che è tale solo in presenza di sventure, ostacoli o difficoltà.

Notte stellata di Vincent Van Gogh è una tela dalle dimensioni pari a 92×73 cm conservata presso il Museo di Arte Moderna di New York.

L'immagine è icona di una notte splendente di stelle in cui però, paradossalmente, appare anche una luna rifulgente che normalmente impedirebbe con la sua luce, la possibilità di ammirare il cielo stellato notturno.

Dal punto di vista delle categorie eidetiche, le forme privilegiate sono le spirali che conferiscono l'idea di dinamismo, cambiamento, movimento, linee sinuose che apportano un'atmosfera confortevole e avvolgente, linee circolari semichiuse che rimandano a una idea di protezione da parte della luna che diventa simbolo della madre che veglia sul sonno dei suoi figli.



L'albero che si erge maestoso e fluttuante, per le categorie eidetiche abbina la forma eretta e lineare tipica dell'idea di mascolinità, forza, energia, alle linee sinuose della sua chioma che ne addolciscono le caratteristiche, rendendolo simbolo del padre, che insieme alla madre, custodisce la sua prole umana.

I tetti delle case rimandano a forme triangolari o piramidali, che richiamano l'idea della stabilità, dell'iimobilità del riposo notturno, del silenzio che regna nella case addormentate.

Il blu che permea ogni cosa è colore del sistema parasimpatico che disattiva l'adrenalina e invia sensazioni di calma, relax, riposo, comfort.

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Il giallo è icona della luce stellare, e secondo le categorie cromatiche invia la sensazione di movimento, cambiamento, dinamismo, essendo un colore transizionale, in armonia con le forme a spirale nel cielo.

Il dipinto è quindi metafora del riposo e allegoria della famiglia che veglia e custodisce, con amore e dedizione, i suoi figli.


Cien años de soledad è un romanzo del 1967 del Premio Nobel colombiano Gabriel García Márquez che narra le vicende di 7 generazioni della famiglia Buendía, il cui capostipite José Arcadio fonda alla fine del XIX secolo la città di Macondo.

Una saga appassionante e che è considerata tra le opere più significative della letteratura del Novecento.

Macondo, spazializzazione della vicenda, sineddoche del mondo latino-americano


Uno dei motivi che hanno decretato il successo dell'opera è, come al solito, il sapiente uso delle strutture semionarrative.

Qui ci siamo limitati a scoprire il quadrato semiotico ideato da Márquez per fare interagire i vari personaggi creando dinamiche ed equilibri di contraddizione, contrarietà e complementarietà tra loro, il loro modo di essere e di agire nella vicenda.

Il quadrato semiotico di cent'anni di solitudine

Abbiamo quindi

VIVI Aureliano, Pilar Ternera, Meme, Nonna Ursula
MORTI Remedios, Pietro Crespi, Arcadio, Aureliano Buendìa
NON VIVI Amaranta, Fernanda
NON MORTI Lo zingaro Melquiades, Remedios la bella

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Non si può sbagliare.

Se c'è il successo, la semiotica è sempre in zona.

Un grazioso micio ci può aiutare a comprendere un concetto fondamentale della semiotica espresso dal noto semiologo Charles Sanders Peirce.

Lo studioso statunitense definì il segno come il risultato dell’interazione fra tre elementi:

  1. il veicolo segnico
  2. l’interpretante  
  3. l’oggetto reale, il referente .

Cosa significano questi tre termini? Come interagiscono tra loro per creare un flusso comunicativo? Vediamo insieme un esempio semplice semplice.

C’è un bambino che ascolta la maestra che gli insegna a parlare in inglese.

C’è la parola CAT scritta alla lavagna.

La parola CAT scritta alla lavagna

La parola è il veicolo segnico. Per spiegare meglio al bambino, la maestra può usare un altro veicolo segnico visivo, ovvero una immagine stilizzata disegnata con il gesso di un gatto (che è icona del gatto).

L'immagine stilizzata del gatto: il veicolo segnico diventa visivo

L’interpretante è l’idea della “gattinità” (ovvero l’immagine mentale del simpatico mammifero a quattro zampe che miagola) nella mente del bambino. Potrebbe essere nella sua immaginazione un micino del film a cartoni animati “Gli aristogatti”, oppure il personaggio in 3D che interpreta la il film del “Garfield” o un siamese.

Gli Aristogatti: un possibile "interpretante" nella mente del bambino.
C’è poi effettivamente, in carne, baffi e ossa, il gatto della maestra in giardino, che è l’oggetto reale della comunicazione, cioè è il referente.

È a lui che alludeva la maestra parlando al bambino.

Il referente: l'ultimo vagone del veicolo segnico
Non c’è alcun rapporto diretto fra veicolo segnico e referente: in mezzo c’è sempre una mediazione di senso, che è appunto l’interpretante, cioè l’immagine mentale che noi abbiamo di un determinato “oggetto” reale.

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Ciò significa che noi abbiamo delle conoscenze pregresse e delle aspettative ogni qualvolta comunichiamo.

Da tali conoscenze e aspettative siamo fortemente condizionati quando siamo raggiunti da messaggi inviati da altri o quando siamo noi ad inviarne.


Gli amanti del Pont-Neuf è un film di Leos Carax del 1991, ambientato a Parigi, sul ponte più antico della città.

All'inizio del film, sul ponte malconcio e rovinato, sopravvivono tra stenti, ubriacature e amore folle e allegro, due giovani. Il ragazzo è un artista, la ragazza una studentessa d'arte fuggita e con una grave malattia agli occhi.



Dopo varie peripezie, la giovane viene rintracciata dalla famiglia, nonostante gli sforzi del ragazzo per non perderla, perché è stata trovata una cura che le permetterà di guarire.

Anni dopo i due si incontrano di nuovo a Pont Neuf, ormai ristrutturato e in perfette condizioni. La ragazza, ormai sana, che ha ripreso la sua vita precedente la malattia, integrata perfettamente con la ricca Parigi, lui invece sempre povero e sbandato.


Il film è metafora della vita fuori dagli schemi ordinati, scandita solo dai tempi dell'amore. Il ponte è un non-luogo, un ossimoro posto fra cielo e terra, tra essere e non essere, tra routine e immaginazione, tra avventura e sistema.

Un non luogo dove vivono, in una dimensione a-spaziale e atemporale due anime in fuga, dal mondo e dal proprio passato.


Vi è la forte antitesi tra i due giovani, prosopopee della libertà e la città, simbolo del marciume decadente della vita civile e moderna, dei legami dettati dagli impegni e dal lavoro.

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Vi è però un'assimilazione del ponte da parte della città, quando anni dopo la ragazza tornerà, guarita, sul ponte ristrutturato, figura retorica della similitudine tra loro.

A quel punto l'antitesi sarà tra la giovane e il suo antico amore, lei nuova, come il ponte, e lui ancora ancorato alla sua vecchia condizione.


FunzIone di Propp n.25 Prova
Una prova (enigma, prova di resistenza od abilità) viene presentata all'eroe.


Il linguista e antropologo russo Vladimir Jakovlevič Propp, nella sua opera "Morfologia della fiaba" identificò 31 funzioni, note anche come Sequenze di Propp, che compongono ogni racconto.

Ogni funzione rappresenta una situazione tipica nello svolgimento della trama di una fiaba, riferendosi in particolare ai personaggi e ai loro precisi ruoli (ad es.  l'eroe o l'antagonista).

Ciò che caratterizza lo svolgimento della trama è l'azione che il protagonista compie e non le sue caratteristiche fisiche.

Vladimir Propp

Nell'analisi di Propp non è importante chi è il personaggio, drago, fanciulla o principe, ma  quello che fa.

Le funzioni seguono un ordine prestabilito e variano dall'Allontanamento al Divieto (funzioni 1 e 2), passando per Funzione del donatore e Reazione dell'Eroe (funzioni 12 e 13) per arrivare, via via alla Punizione e al Matrimonio o Incoronazione (funzioni 30 e 31).



Tali funzioni si ritrovano usate, consapevolmente o meno, in tutti i più famosi racconti e l'utilizzo di tale schema aiuta a costruire una vicenda, una trama, una pubblicità, una qualunque narrazione, che risulti più coinvolgente e "logica" nella mente dei nostri destinatari, quindi più efficace nella trasmissione del messaggio che vogliamo inviare.

Ecco l'elenco delle funzioni


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1. Allontanamento


2. Divieto


3. Infrazione


4. Ricognizione


5. Ottenimento


6. Raggiro


7. Connivenza


8. Danneggiamento o Mancanza


9. Mediazione


10. Consenso


11. Partenza


12. Funzione del donatore


13. Reazione dell'eroe


14. Fornitura dell'oggetto magico


15. Trasferimento


16. Lotta


17. Marchiatura


18. Vittoria


19. Rimozione


20. Ritorno


21. Persecuzione


22. Salvataggio


23. Arrivo in incognito


24. Pretese infondate


25. Prova


26. Superamento


27. Identificazione

28. Smascheramento


29. Trasfigurazione


30. Punizione


31. Matrimonio o Incoronazione