NEWS
Loading...

L'INIZIO DELLA SETTIMANA SANTA E IL SUO SIGNIFICATO: GIUDA ISCARIOTA E ISAIA


La Settimana Santa è la settimana nella quale il Cristianesimo celebra gli ultimi giorni di Gesù, comprendenti la sua passione, morte e resurrezione.

È detta "Settimana Santa" il periodo che va da Domenica delle Palme al Sabato Santo, che precede la Pasqua, cioè la domenica in cui si ricorda la Resurrezione dai morti di Gesù Cristo.

Il lunedì, martedì e mercoledì santo la Chiesa ricorda il tradimento di Giuda Iscariota per trenta denari.

Nella liturgia i tre giorni sono così riassumibili:
  • lunedì è il giorno dell'amicizia. Gesù lo passa a Betania in compagnia dei suoi tre grandi amici: Marta, Maria e Lazzaro
Cristo nella casa di Marta e Maria, Jan Vermeer, prima del 1654-1655
  • martedì è il giorno dello sdegno. Gesù è sdegnato dal comportamento dei commercianti che hanno trasformato il tempio in un luogo di mercato
La cacciata dei Mercanti dal Tempio di Giotto del 1306
  • mercoledì è il giorno del tradimento, il giorno della tristezza. Gesù è tradito da Giuda Iscariota per 30 denari
I trenta denari in questo dipinto di Rembrandt van Rijn, del 1629
Giuda era uno dei dodici apostoli di Gesù, che lo tradì con il gesto di un bacio, semioticamente usando un codice prossemico e aptico, come si vede in molti dipinti della storia dell'arte.

Il celebre Bacio di Giuda del Caravaggio, 1602-1603
Ci sono due ipotesi principali sul significato di Iscariota: una deriva dalla lingua ebraica e significa "uomo di Kerioth". La città di Kerioth, in Giudea, non viene mai menzionata nel Nuovo Testamento  né in alcun documento del periodo. 

Siccome l'aramaico era la lingua del tempo, e tutti gli altri personaggi biblici hanno appellativi e soprannomi aramaici, questo nome ebraico-giudaico avrebbe stabilito una sicura connotazione per Giuda, definendo la sua diversità rispetto agli altri discepoli della Galilea.

Nella seconda,"Iscariota" deriverebbe dalla traduzione dall'ebraico del termine Ekariot che significa sicario. Durante la dominazione romana della Palestina, il soprannome di Ekariots veniva dato agli zeloti più oltranzisti i quali eseguivano azioni di terrorismo anche in forma isolata. 

Quindi anche in questo caso siamo in presenza di una connotazione ben evidente.

Il suo nome è poi diventato il simbolo del tradimento. La figura retorica che ne deriva è ovviamente l'antonomasia, che consiste nella sostituzione di un nome comune con uno proprio: ’un Giuda’ per ’un traditore’.

Giuda è inoltre diventato l'icona del traditore e ricopre questo ruolo in quasi tutte le letterature che ruotano intorno alla Passione di Cristo.

In questo bellissimo video viene evidenziato il medesimo ruolo, ricoperto questa volta nelle arti visive.


Celebre è la collocazione che Dante Alighieri definisce nella Divina Commedia, nel canto XXXIV.

Giuda è condannato nel cerchio più basso dell'Inferno, la Giudecca, dove è una delle tre anime dannate che vengono masticate per l'eternità da Lucifero.

Giuda divorato eternamente da Satana nell'affresco del Giudizio Universale di Giotto del 1306
Gli altri due compagni di sventura sono Bruto e Cassio, traditori di Giulio Cesare che rappresenta la Maestà Terrena. Mentre questi due subiscono la masticatura delle gambe e del basso ventre, Giuda, che ha tradito la Maestà Divina, è infilato al contrario, cioè per la testa, nelle fauci del diavolo, e agita all'esterno solo le gambe, alludendo metaforicamente alla morte per impiccaggione:

"Quell'anima là sù c'ha maggior pena", 
disse 'l maestro, "è Giuda Scarïotto, 
che 'l capo ha dentro e fuor le gambe mena" (vv. 61-63).

ADV




La prima lettura della Messa in questi giorni presenta i primi tre canti del Servo del Signore che si trovano nel libro del profeta Isaia, il cui tema è quello della salvezza del popolo da parte di Dio.

Isaia fu un profeta vissuto intorno al 750 avanti Cristo e che fu arrestato e condannato a morte sotto Manasse. Secondo i vangeli apocrifi venne segato in due.

Il profeta Isaia nel celebre affresco di Michelangelo del 1512, nella Cappella Sistina
Le espressioni linguistiche e le immagini usate da Isaia sono spesso di notevole bellezza e potenza, e rivelano una notevole sensibilità poetica, oltre a una piena padronanza della scrittura come mezzo di comunicazione.

Mentre in altri profeti le vicende personali sono legate strettamente al messaggio in Isaia prevale infatti l'aspetto più visionario, politico e poetico. Tanto che in Italia molti lo definiscono il Dante dell'Antico Testamento.

Per finire ecco il video sul tema della Cacciata dei Mercanti dal tempio. Buona visione!




1 commenti:

Anonimo ha detto...

Interessante articolo. Complimenti.