LILLI GRUBER E OTTO E MEZZO: I TRUCCHI DI UNA BUONA SCENOGRAFIA


Otto e mezzo, il programma condotto da Lilli Gruber su La7, gioca fortemente a livello percettivo con i propri telespettatori, grazie alla scenografia e alle inquadrature.

Il suo scopo è quello di commentare avvenimenti e notizie sociali e politiche mettendo a confronto esponenti delle varie parti in campo, per discutere e sceverare i fatti.



È però inevitabile che talvolta i toni si scaldino un po' quando si mettono a confronto esponenti di diverse ideologie e allora, per trovare un equilibrio tra il registro linguistico e quello paralinguistico, si ricorre a determinati escamotages.

Il titolo, viene utilizzato metaforicamente nella sigla e in alcuni elementi della scenografia: l'orologio con le sue lancette scandisce il tempo, in similitudine con 1/2,  programma condotto da Lucia Annunziata su Raitre e organizza la disposizione dei personaggi nello studio.

L'orologio che scandisce i momenti e i vari personaggi del quotidiano televisivo.
Ma il cerchio non è solo metafora dell'orologio. Volendo far intuire che gli invitati della trasmissione sono una élite, viene usata una scrivania circolare, che secondo le categorie eidetiche fa percepire a chi guarda l'idea di chiusura, di privilegio, di gruppo circoscritto.

L'ultima versione del cerchio dello studio di Otto e Mezzo prevede una pedana rialzata, a ribadire il livello di esclusività.
Un'altro esempio è l'utilizzo delle categorie cromatiche: il colore blu dello studio, tipico dello scorrere del tempo riflessivo e meditato, disattiva l'adrenalina e invita i partecipanti a un dialogo più ponderato e gli ascoltatori a una maggior riflessione sui temi trattati. Anche dove i toni sono più accesi, il contrappunto cromatico aiuta a ristabilire i giusti equilibri.

Per non fa apparire però troppo lontani psicologicamente i vari protagonisti della puntata ai telespettatori, si privilegia un'inquadratura a piano ravvicinato, resa nota da Sergio Saviane con il termine "mezzobusto", che ha il vantaggio di far vedere da vicino i personaggi ripresi, aumentando il pathos e il senso di prossimità a chi guarda la trasmissione, attraverso la possibilità di osservare i codici mimetici che regolano il movimenti dei muscoli facciali.

A tal proposito non mancano le comparazioni tra i vari invitati, che dalla collaudata formula dei due pannelli affiancati, passano a quella più complessa di tre, per aumentare il livello di valutazione delle reazioni e degli atteggiamenti dei vari ospiti e per introdurre la mediazione della presentatrice.

La comparazione a tre: uno parla e due ascoltano
Una costruzione accorta dello scenario che riesce quindi a modificare percettivamente il messaggio.
LILLI GRUBER E OTTO E MEZZO: I TRUCCHI DI UNA BUONA SCENOGRAFIA LILLI GRUBER E OTTO E MEZZO: I TRUCCHI DI UNA BUONA SCENOGRAFIA Reviewed by Polisemantica on domenica, febbraio 11, 2018 Rating: 5

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