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DOPPI SENSI: IL CALEMBOUR

Il calembour è un termine preso a prestito dalla lingua francese che indica un particolare gioco di parole, basato sull'omofonia di parole che si scrivono in maniera identica o simile ma hanno significato diverso.

Victor Hugo, che detestava qualsiasi forma di calembour, ha scritto: "Le calembour est la fiente de l'esprit qui vole".

Victor Hugo
Nonostante questo anch'egli ha fatto uso dei giochi di parole, scrivendo "Sais tu pourquoi les sauvages vont tous nus? - C'est parce que Christophe Colomb les a découvert".

Nella letteratura francese esistono esempi dell'uso dei calembours, ma quello più lampante è forse il romanzo di Raymond Queneau "Zazie dans le métro" del 1959.

Zazie dans le metro
Questo romanzo diede a Queneau il suo primo successo soprattutto per l'uso di una lingua piena di inventiva, ricca di argot, neologismi e calembours.

Vi sono anche calembour basati sulla polisemia di alcune parole: la frase "siamo soli" può voler dire "siamo in solitudine" oppure "siamo stelle splendenti".

Avete bisogno di un esempio di visual che utilizza un calembour? Ecco nell'immagine di un calice, guardata da un altro punto di vista, appaiono distintamente due profili umani che si sfiorano.

Calembor visivo: Un coppa che cela due profili
Un altro simpatico calembour visivo è quello utilizzato per promuovere l'iniziativa "graffiante" Ineditum, rappresentata da un rotolo di carta igienica un po' troppo abrasivo.

Il calembour visivo di Ineditum
I francesi, veri e propri inventori di questa figura retorica continuano a farne largo uso nella loro comunicazione.

Ecco ad esempio il "genio genovese senza genio" proposto da Libération nel titolo di un suo articolo.

Anche l'advertising francese è ricco di calembour visivi. Ecco quello giocato sul verbo grattare e il termine vergine, inteso come segno zodiacale e come condizione della persona rappresentata.

Il calembour nel'advertising francese
Un ultimo calembour che presentiamo in questa rassegna è di natura digitale e riguarda il fastidioso messaggio che appare quando sbagliamo a digitare la password e la parola chiave scelta dal protagonista di questa vignetta.

La strana password scelta da questo signore diventa un irresistibile calembour

1 commenti:

Davide Montellanico ha detto...

Al momento non mi viene in mente nessun visual pubblicitario che sfrutti il concetto di calembour.

In ogno modo il logo RAI è un bel esempio di calembour visivo:

http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:RAI_logo.svg